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CyberCrime aprile 2011 | » Articolo: la virtualizzazione ed il backup con le soluzioni Syneto

ZFS (Zettabyte File System) fu annunciato nel settembre 2004, quando la allora Sun Microsystem, oggi Oracle, decise di intraprendere una strada coraggiosa e visionaria, che avrebbe consentito al mondo IT di disporre di un nuovo file system con caratteristiche uniche.
Da allora ZFS ha dimostrato di essere all'altezza delle aspettative ed è entrato a pieno titolo nelle tecnologie più affidabili di storage oggi disponibili nel mercato, introducendo concetti come deduplica, compressione, crittografia, accoppiandoli ad elementi di gestione innovativi come il modello transazionale copy-on-write.
Questo non sovrascrive i blocchi contenenti dati, ma alloca un nuovo blocco dove vengono scritti i dati modificati, oppure applicando agli stessi dimensioni a blocchi variabili fino a 128 KB.
CARATTERISTICHE DEI PRINCIPALI FILESYSTEM
Oggi, in merito al file system, vogliamo proporvi un argomento di grande attualità che molti di noi si trovano a dover affrontare ogni giorno: l'integrità dei dati nelle copie di backup, in scenari come la virtualizzazione o il disaster recovery.

Ma prima di cominciare, ecco la descrizione di alcuni termini che possono aiutarci a comprendere meglio le terminologie utilizzate da ZFS. Grazie a queste caratteristiche, ZFSesegue snapshot quasi istantanei, indipendentemente dalla quantità di dati presenti nei folder o nei virtual disk, poichè utilizza dati che sono contenuti nei blocchi originali. Lo snapshot può quindi essere ripristinato in tempi estremamente brevi, o in alternativa clonato per essere riutilizzato con grande semplicità e velocità.

Ovviamente questo vale sia per i virtual disk, che tipicamente vengono resi accessibili in iSCSI o Fiber Channel, che per i folder, che sono accessibili a livello rete con NFS o CIFS.
Ecco allora che agire a livello backup sia per un disco fisico che per un folder diventa semplice e quasi istantaneo: la copia al momento “t1” sarà sempre consistente. Ipotizziamo due scenari in cui si applica questa funzionalità.

Nello Scenario 1, ipotizziamo che il folder ZFSsia accessibile da un Server Windows 2008, e che ad ogni ora ZFSne esegua uno snapshot. Per ogni cambiamento effettuato in tale intervallo di tempo è disponibile il file prima della modifica, potendo mantenere tutte le versioni del file stesso, evitando che l'utente windows possa cancellare le varie versioni presenti sul folder ZFS.
File SystemBlock journalingMetadata-only journalingSnapshotEncryptionCOWIntegrated LVMData deduplication
ZFSNo
ext3NoNoNoNoNo
ext4NoNoNoNoNo
ReiserFSNoNoNoSconosciutoSconosciutoSconosciuto
VMFS2NoNoNoSconosciutoSconosciutoSconosciuto
VMFS3NoNoNoSconosciutoSconosciutoSconosciuto
NTFSNoParzialeParzialeSconosciutoNo
HFS PlusNoNoNoNoNoNo
Disk pool - l'equivalente di più matrici RAID viste come un unico spazio disco
Folder - l'equivalente di una cartella condivisa in NFS o CIFS
Virtual disk - l'equivalente di un file che rappresenta un disco/LUN condiviso attraverso iSCSI o Fiber Channel
RAIDZ - l'equivalente di una matrice RAID con la funzionalità di copy-on-write
Snapshot - copia consistente di una cartella a un certo momento
Nello Scenario 2, ipotizziamo di lavorare in ambiente virtualizzato e di avere un virtual disk agganciato all'ambiente di virtualizzazione attraverso una connessione iSCSI. Tale disco, presente come datastore dell'ambiente virtualizzato, viene utilizzato per installare un server Windows 2008 con un'applicazione attiva di posta elettronica, con Exchange Server in esecuzione mentre sta ricevendo posta da internet.
Eseguendo uno snapshot orario otterremo una copia consistente del server ad ogni ora, senza essere costretti a spegnere la macchina virtuale e procedere al backup della stessa utilizzando software di backup aggiuntivi.
In questi scenari gli snapshot sono realizzati in ambito locale e preservano il nostro sistema da possibili problemi che possono verificarsi per hardware difettoso o per utilizzo improprio, ma involontario, del personale addetto all'utilizzo del sistema informativo, ma può lo ZFS aiutarci a risolvere problemi come il dolo volontario o il furto dei dati?

La risposta è “sì”: ZFS, sfruttando le proprie capacità nella copia incrementale e nell'utilizzo della crittografia, può sincronizzare queste informazioni archiviate in modo quasi istantaneo, con uno storage ZFS remoto che garantisce così un disaster recovery a costi molto contenuti. Il tutto avviene aprendo un canale SSH tra i due storage ed effettuando così la copia incrementale dei dati attraverso un tunnel crittografato che potrebbe utilizzare anche Internet come mezzo di trasporto, garantendoci la riservatezza dei dati in transito.

Per concludere, ZFS (oggi maturo) rappresenta una realtà indiscussa nell'ambito della sicurezza e dell'integrità dei dati. La Cenerentola che nel 2004 si affacciava nel panorama già affollato dei file system, è diventata oggi una realtà solida ed affidabile, surclassando senz'ombra di dubbio molti dei suoi antagonisti che non hanno saputo interpretare le necessità sempre più evolute del mondo IT.